È l’uomo copertina. Federico Chiesa. Il ragazzo immagine che la Fiorentina ha scelto per il nuovo corso. Primo gol in stagione. E che gol! Corsa e istinto.

Talvolta è poco lucido e ha l’egoismo tipico della gioventù. Peccati veniali. Compensati dall’agonismo e dal talento. La Fiorentina è la squadra più giovane della Serie A. Lui, 20 anni ancora da compiere, è pronto a diventarne leader.

Buoni piedi e tanta testa. Grinta e pallone. Questo, in sintesi, il ritratto di Federico Chiesa. Ieri pomeriggio contro il Bologna due momenti da ricordare. Un’azione straripante con quattro giocatori del Bologna saltati. Conclusione fiacca a lato. Poi il gol del primo vantaggio. Da far brillare gli occhi. Un gol alla Chiesa. Come suo padre Enrico. Precisione, potenza, mira. Palla all’incrocio opposto.

Ha tutto per farsi volere bene. Ieri sera, nel dopo partita ha dichiarato: “La fame e l’umiltà sono gli atteggiamenti che servono per vincere“. A Firenze le belle parole non piacciono se non sono seguite dai fatti. Federico lo sa. Questa piazza la conosce e la sente. Grazie al padre, che qui ha lasciato un grande ricordo. Ma anche grazie alla sua infanzia. Ai primi calci nella Settignanese. Al Franchi, dove si sente come a casa.

Nessuna ‘alzata di capo’. Tatuaggi, look stravaganti e post polemici sui social li lascia volentieri agli altri. A Federico bastano il campo, il pallone e la maglia viola. Quella maglia che ha imparato a ‘vivere’ da bambino. Quando la indossava il babbo Enrico. Adesso, con la stessa casacca gigliata è pronto a conquistarsi palcoscenici importanti. Firenze pallonara, d’altro canto, ha tanta voglia di qualcuno da coccolare. Qualcuno che sia degno del suo amore incondizionato. Avanti così!

Errebì72
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