Federico Bernardeschi parla da juventino vero. L’orgoglio di quella maglia. La voglia di Mondiale. La Fiorentina e i social.

Nell’Aula Magna di Coverciano, il giocatore della Juventus e della Nazionale, Federico Bernardeschi esprime il suo pensiero a 360°.

Le prime partite di apprendistato alla Juventus, fino alla prima da titolare domenica scorsa contro l’Atalanta. Un assist e un gol. Queste le parole dell’esterno azzurro sul minutaggio nel proprio club: “Voglio provare all’allenatore di essere titolare e guadagnare più minuti. Alla Juve tutti lavorano per vincere. Per me è importante anche entrare per pochi minuti, anche così si avverte la fiducia“.

La fame di vittorie e di spazio: “In bianconero sto capendo la mentalità e la cultura del lavoro, sto lavorando per diventare un punto fermo. In generale si sta dando più fiducia ai giovani, anche per merito della Nazionale. Qui c’è un ambiente positivo, tanta voglia di fare… Voglio andare ai Mondiali, nel 2006 ero in piazza“. Nessuna paura di perdere il posto per la spedizione mondiale, perché “Ventura mi ha sempre confermato la fiducia“.

Il distacco dalla Fiorentina, questa estate. Il trasferimento più caro di un giocatore italiano, dopo quello di Bonucci. “Sarò sempre riconoscente, è grazie ai viola che sono qui, poi ho scelto un’altra strada e sono orgoglioso di essere andato alla Juve“. Ma nessun paragone con Baggio e quel rifiuto, atto d’amore, al Franchi nel 1991, quando ancora Bernardeschi non era nato: “Se ci fosse un rigore contro di loro lo tirerei“.

Le polemiche con ex tifosi e detrattori via social (LEGGI QUI): “Accetto le critiche, sono giuste. Ma non tollero gli insulti e le minacce di morte… Questo purtroppo è il male dei social, c’è pochezza umana“.

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