Bernardeschi e Chiesa. Uno dei temi del match di mercoledì allo Stadium di Torino. Nati calcisticamente sotto lo stesso cielo viola. Due storie molto diverse. Due destini simili?

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta / un’unica passione per la bicicletta / un incrocio di destini in una strana storia / di cui nei giorni nostri si è persa la memoria / una storia d’altri tempi, di prima del motore / quando si correva per rabbia o per amore / ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce / e chi sarà il campione già si capisce“. (Francesco De Gregori, “Il bandito e il campione“).

Il tema dello scontro fra due giocatori nati nel vivaio viola, Federico Bernardeschi e Federico Chiesa, appassiona i tifosi viola. Storie diverse. Destini simili?

Bernardeschi approda a dieci anni al settore giovanile della Fiorentina, dall’Atletico Carrara. Sradicato fin da piccolo per inseguire il sogno. Famiglia di umili origini. Sacrificio è la parola d’obbligo per non sprecare il talento che la natura gli ha messo nel piede sinistro. Nel 2013 la gavetta in Serie B con il Crotone. Nel 2014 torna alla casa madre. Esordio in Serie A con la Fiorentina a 20 anni. Nel 2015 prende la maglia numero 10. Fa dichiarazioni importanti, legate alla storia del club. Quelle parole suonano oggi come una burla.

Nell’estate del 2017, dopo una trattativa silenziosa lunga mesi, Bernardeschi passa alla Juventus. Un trasferimento da 40 milioni di Euro. Realizza così il suo sogno. Arrivare nel top club italiano. La maglia numero 10, che fu di Baggio anche a Firenze, resta una chimera. Almeno fin quando nella stessa squadra milita un certo Dybala. Anche giocare non è scontato. La concorrenza ha i nomi di Dybala, Cuadrado, Mandžukić. Il carrarino ha collezionato 26 minuti in Serie A, con due subentri a risultato acquisito.

bernardeschi dichiarazioni fiorentina

Chiesa è figlio d’arte. Il calcio ce l’ha nel sangue. Segue le orme del padre Enrico, che per il figlio ha tenuto vive anche altre strade. Lo studio per esempio. Federico ha frequentato l’International School of Florence. La Fiorentina lo ha covato nel settore giovanile, dopo gli inizi alla Settignanese. A due passi da Coverciano. La collina calcistica di Firenze. Esordio in Serie A il 20 agosto 2016, a 19 anni ancora da compiere. Contro la Juventus allo Stadium, dove mercoledì torna come un giocatore da copertina. Sabato scorso un gol bellissimo. Poi la corsa ad abbracciare i tifosi. Faccia pulita, nessun procuratore, niente look stravaganti. Corvino sta lavorando insieme al padre Enrico per l’adeguamento del contratto. Il ragazzo ha la volontà di fare bene con la maglia viola. Senza proclami.

Due anni fa, appena diciottenne e non ancora professionista, dichiarava. “Dopo aver iniziato alla Settignanese, passando ancora bambino alla Fiorentina, ovviamente spero di affermarmi qui. Ma se non avrò questa possibilità, se dovrò andare a cercar fortuna altrove, ho un mondo di possibilità davanti“.

chiesa federico bambino e chiesa maglia viola

La Fiorentina ha scelto lui per iniziare un nuovo ciclo. Il ragazzo che ha il pallone nel DNA. Firenze lo segue con cura. E se lo coccola. Da queste parti, la storia è piena di giovani promesse diventate grandi con il giglio sul cuore. Il talento non è tutto, serve anche l’amore.

 

Articolo precedenteJuventus Fiorentina, tango argentino Dybala-Higuain vs Pezzella-Simeone.
Articolo successivoKalinic al Milan: sconto bonus da parte della Fiorentina. Il retroscena.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui