Nella giornata di ieri, dopo il consiglio straordinario della Lega, è arrivata la svolta: la Fiorentina giocherà la prossima partita con l’Udinese, resta da capire se domenica o lunedì. Joe Barone, intervenuto a Tiki Taka e poi a Radio24 ha espresso il suo disappunto.

Il Corriere Fiorentino, oggi in edicola, fa il punto sulla situazione della Fiorentina. Ieri sembra essere arrivata svolta. La squadra di Beppe Iachini giocherà la prossima partita contro l’Udinese. Certo quindi è lo ‘slittamento’ del calendario. La partita col Brescia andrà in scena nel weekend successivo (14/15 marzo) e non il 13 maggio, come sembrava in un primo momento. Rimane il dubbio sul quando, e sul come, si giocherà il match alla Dacia Arena. Al momento le ipotesi son due: o domenica alle 20:45 a porte chiuse o lunedì, alle 18:30, a porte aperte. Tutto dipenderà dalle decisioni del governatore del Friuli Massimiliano Fedriga e, ovviamente, da quelle che arriveranno dal governo. Con una differenza, rispetto al teatrino dell’ultimo fine settimana: stavolta non ci dovrebbero essere ulteriori rinvii. Il campionato di Serie A deve andare avanti. La Fiorentina intanto si riserva di fare sentire la sua voce, come dichiarato dall’AD Barone.

Barone: “Contrari alla decisione della Lega”

Il braccio destro di Commisso, Joe Barone, è stato ospite ieri sera della trasmissione Tiki Taka in onda su Italia1. Ecco le sue parole riguardo alla nuova data di Udinese Fiorentina: “In giornata abbiamo ricevuto una proposta dalla Lega, noi come Fiorentina stiamo ancora discutendo per quello che accadrà per i nostri colori in questo weekend. Non siamo d’accordo sulla partita rinviata a Domenica. Siamo già stati ad Udine due giorni, e dovremmo tornarci per altri tre vista anche la chiusura dell’aeroporto. Domani daremo la nostra risposta ufficiale ma in questo momento la Fiorentina non è a favore della decisione della Lega, preferiremmo giocare il pomeriggio. La Fiorentina era a favore di giocare a porte chiuse, ma questo doveva essere esteso a tutta la categoria, necessitiamo di una parità di trattamento. Stiamo dando una pessima immagine del calcio italiano nel mondo“.

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