Teotino, ex responsabile della comunicazione ACF Fiorentina, parla della condanna del presidente della Juventus Andrea Agnelli.

Lunedì 25 settembre il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha condannato in primo grado Andrea Agnelli, presidente della Juventus Football Club. I capi di accusa sono relativi alla violazione degli articoli 1bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi). Confermata quindi la parte di accusa relativa ai rapporti fra dirigenti di squadre di club e ultras. Un tema da anni dibattuto e in merito al quale si è espresso Gianfranco Teotino. Questa la sua analisi dalle pagine de Il Mattino.

È vietato dai regolamenti, ma rientra in una prassi consolidata di comportamenti […]. Per questo profuma tanto di ipocrisia la condanna inflitta in primo grado dal tribunale della Federcalcio al presidente della Juventus Andrea Agnelli. Un anno di squalifica. Vista da fuori, fuori d’Italia soprattutto, ma fuori anche dal mondo della pedata, una pena piuttosto pesante, per quanto molto inferiore alle richieste dell’accusa. Vista da dentro, poco più che un pizzicotto: continuerà a guidare la società e resterà presidente, soltanto non potrà andare negli spogliatoi, o alle riunioni di Lega, o rappresentare il suo club in ambiti federali […]. In pratica il calcio italiano ha squalificato se stesso […] e a farne le spese è il suo dirigente più rappresentativo a livello internazionale […] e anche uno dei più innovativi…“.

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