Campi Bisenzio è la prima opzione al momento per il nuovo stadio Fiorentina. Lo è per una serie di motivi ampiamente spiegati dal presidente Commisso. Lo è per una serie di situazioni contingenti. Intanto si pianificano gli interventi e si comincia a parlare di tempi.

Su La Nazione di oggi si legge “Un anno, al massimo un anno e mezzo. È questo il tempo che si è dato il Comune di Campi per aprire il cantiere per l’eventuale realizzazione dello stadio della Fiorentina nell’area di viale Allende“. I primi passi sono stati fatti: l’opzione di 37 ettari della famiglia Casini in Via Allende; la lettera di interesse firmata dal DG della Fiorentina, Joe Barone e consegnata al sindaco Emiliano Fossi.

Le certezze stanno a zero. Il restyling Franchi è diventato più un argomento di satira locale che un vero piano di azione. E a tal proposito, per manifestare il sostegno al decisionismo di Commisso per il nuovo stadio, contro le pastoie burocratiche, domani i tifosi della Fiorentina sfileranno per le vie di Firenze.

Intanto, ieri, nel piano strutturale approvato dal Comune di Campi Bisenzio, una parte dei 37 ettari è già stata inserita con destinazione “attrezzature di interesse metropolitano”. Colloqui informali sono già stati avviati con Regione Toscana. Cosa succederà dopo? Campi Bisenzio potrebbe avviare la variante urbanistica per il piano strutturale; chiedere la VIA (Valutazione Impatto Ambientale); rilasciare il permesso edilizio a costruire. Oppure, potrebbe scegliere di percorrere la strada tracciata dalla Legge sugli stadi del 2013, che ha i fra i firmatari proprio il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

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