Ci sarà spazio ancora per la Serie A? Federcalcio e Lega sembrano avere raggiunto un’intesa per un rush finale dal 3 giugno al 12 luglio. Ipotesi a tavolino perché la condizione unica per tornare in campo è che che cessi lo stato di emergenza per coronavirus.

In campo dal 3 giugno al 12 luglio ogni weekend e ogni mercoledì: questo il piano ventilato come extrema ratio fra FIGC e Lega Serie A. Il presidente Gravina non lascia margini se non quello, per altro del tutto non auspicabile per il nostro Paese, di un protrarsi dell’emergenza coronavirus. “No alla Serie A con 22 squadre e assegnazione del titolo 2019/2020 ad ogni costo” questa la linea di pensiero che sembra uscire dal tavolo continuo di discussione.

Una ipotesi che dovrà fare i conti anche col diffondersi a macchia d’olio della pandemia in Europa, ma con tempistiche diverse. Condizione che rende difficile progettare anche il calendario delle coppe europee per le quali si ventila la possibilità di iniziare il 18 luglio e completarle il 2 agosto. Anche l’UEFA sembra orientata a completare la stagione senza guardare al calendario. Poi giocatori a riposo per le ‘ferie corte’ dal 2 agosto al 22 agosto.

Ribadiamo, ipotesi che si scontrano non solo con una situazione in divenire e senza possibilità di controllo, ma anche con la volontà dei club. La Serie A infatti sembra divisa in merito a questa proposta di calendario. Gli schieramenti sarebbero così composti. Favorevoli: Cagliari, Juventus, Lazio, Napoli, Roma, Sassuolo. Contrari: Brescia, Fiorentina, Genoa, Inter, Lecce, Sampdoria, Torino, Udinese. Indecisi: Atalanta, Bologna, Milan, Parma, Spal, Verona.

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