Ieri a Genova la Fiorentina ha dimostrato di esserci. Al di là di ogni tabella, le concorrenti per l’Europa adesso devono temerci!

Sampdoria Fiorentina 2-2. Partita che nel secondo tempo specialmente, ha regalato rovesciamenti di fronte e una Viola padrona del campo e del gioco come non si vedeva da tempo. Il film di questa partita, raccontato da chi l’ha vissuta sugli spalti in trasferta a Marassi.

I NUMERI – I numeri son numeri, ma se il pareggio a Genova con la Samp poteva starci, molto meno probabili erano il pareggio dell’Atalanta col Sassuolo e la sconfitta dell’Inter col Crotone. Ancora a -7 dalla EuroZone, ma Inter a 3 punti e un prossimo turno da brividi per tutte. Inter-Milan, il derby della Madonnina che vede un Inter in caduta libera. Atalanta a Roma contro i giallorossi impegnati a difendere il secondo posto dalla rincorsa del Napoli. Fiorentina in casa contro l’Empoli, con la squadra di Martusciello che adesso sente il fiato sul collo del Crotone (-3).

IL CUORE – Il cuore, finalmente! Due volte sotto a Marassi. Senza però mai mollare, nemmeno contro una sfortuna che si è accanita con due pali interni. Un secondo tempo sempre con il pallino del gioco. E poi due lampi: il colpo di testa di Gonzalo, un marchio di fabbrica, e la ‘castagna’ di Babacar, che finalmente esulta. “È la dura legge del gol fai un gran bel gioco, però…” cantava Max Pezzali. Stavolta la legge è quella della Viola. Possesso, gioco e due reti. 1 punto che va stretto, ma che grida “siamo vivi”. Le concorrenti sono avvertite!

LA NOTA DI DEMERITO – Unica nota di demerito a Paulo Sousa. Non si capisce più se ha un’idea del gioco e dei giocatori, o se vuole soltanto dimostrare che in panchina comanda lui. La scelta dei titolari è, secondo copione, molto ‘sui generis’: Ilicic al posto di Saponara e fuori anche Chiesa. Entrano entrambi nella ripresa, insieme a Kalinic. Si gioca quindi con le due punte. Conclusioni? Il secondo tempo della Fiorentina è da incorniciare. Qualcosa vorrà dire, oppure no?

LA NOTA DI DEMERITO, PARTE SECONDA – Ancora per il mister, che si sente ormai lontano da Firenze. Sembra vivere questi ultimi mesi, come un dovere e non usa più nemmeno una maschera di facciata. Il calcio è passione ed emozione, caro Paulo. E nonostante le tue dichiarazioni relative a “obiettivi zeru“, devi ricordare che ogni tifoso ha almeno un obiettivo minimo: quello di sognare. Quindi, al di là della tua demotivazione o scaramanzia, noi continueremo a farlo.

@Errebì72

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