Pradè, Direttore Sportivo della Samp, racconta la sua esperienza calcistica a Firenze.

Daniele Pradè racconta la sua Fiorentina in un’intervista al Corriere dello Sport-Stadio. I ricordi e le emozioni indelebili, dei quattro anni vissuti a Firenze. Con alcuni passi fra il sibillino e il faceto.

LA SOCIETA’ – “A livello societario e aziendale, la Fiorentina è un esempio, una macchina quasi perfetta. L’unico problema è stato il ‘demotivatore o l’omo nero’ come veniva chiamato in società allora… e penso pure adesso (ride, n.d.c.)”.

LA CITTA’ – “Cosa mi manca di Firenze? La città, la storia, l’arte, la cultura. L’ho percorsa metro per metro, centimetro per centimetro, in lungo e in largo, la mattina presto e la sera tardi. La conosco come un vero fiorentino e questo è motivo d’orgoglio“.

I RICORDI – “ll ricordo più bello a Firenze è il 4-2 alla Juventus, mentre il più brutto la finale di Coppa Italia persa col Napoli. Quella è l’unica gara che mi sarebbe piaciuto rigiocare, se non ci fosse stato tutto quel caos la storia sarebbe stata diversa…

TOP E FLOP – Il giocatore che ha regalato la delusione più amara? Mario Gomez. Mentre la sorpresa in senso positivo è stato Juan Cuadrado.

 

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