Montella e Sousa rappresentano l’ultimo quinquennio della panchina viola. Due allenatori giovani, con idee ed entusiasmo. Per poi chiudere in polemica con la società. E oggi?

Montella ha guidato la squadra gigliata dal 2012 al 2015. Sousa gli è succeduto dal 2015 al 2017. Due allenatori promettenti e ambiziosi che non hanno trovato alla Fiorentina quanto bastava per soddisfare la loro fame di vittoria. Due storie concluse con un esonero per Montella e un addio strascicato per Sousa. Per entrambi Firenze peccava di presunzione: la piazza vuole troppo in relazione a quanto può permettersi. Ecco quanto si poteva dedurre da alcune dichiarazioni, mal digerite da società e tifosi.

Montella, maggio 2015 – “Evidentemente i tifosi non riconoscono la propria dimensione“.
Sousa, novembre 2016 – “Bernardeschi destinato a club più ambiziosi“.

OGGI – Montella dopo un’annata grigia e tribolata sulla panchina doriana, 15º posto in classifica con 40 punti, nel giugno 2016 ha la sua grande occasione: il Milan. Quest’estate il club rossonero ha messo in campo una campagna acquisti faraonica. L’asticella degli obiettivi è alta: piazzamento Champions e possibilmente un trofeo. Eppure, domani a San Siro, il tecnico campano è già chiamato ad una svolta: contro la Roma, diretta concorrente, non sono ammessi altri passi falsi. Montella lo sa e alcuni suoi atteggiamenti manifestano un certo nervosismo (LEGGI QUI). Sousa, invece, si è preso un anno sabbatico. Non per volontà sua, però. A giugno era ad un passo dallo Jiangsu Suning: un’opportunità economica, più che tecnica. Ma quando tutto sembrava fatto, per motivi fiscali l’accordo è saltato e Paulo è rimasto fermo in attesa di ripassare dal via…

Errebì72

 

 

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