Mai banale Alberto Malesani, in campo come fuori. In un calcio sempre più formato standard, l’ex allenatore di Chievo, Fiorentina, Parma e di altri club di Serie A e stranieri sembrerebbe un alieno. Le esultanze dopo la vittoria sotto la curva dei tifosi, in panchina con la tuta e l’orgoglio di un calcio spettacolo che paragona a quello di Guardiola.

A Firenze non ha vinto nulla, se non l’affetto e la stima dei tifosi viola. Gente dal palato fino, che ama divertirsi col gioco del calcio. E Malesani sapeva come far divertire il pubblico, con un calcio veloce, aggressivo, votato all’attacco. Gli screzi con Cecchi Gori misero fine alla sua avventura fiorentina e arrivò il periodo di Parma, con la vittoria di Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa Uefa. Trofei importanti, gli unici della sua carriera.

In questi giorni ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport ricordando gli anni con gli emiliani: “ll mio Parma era un team vincente, una squadra formidabile e divertente. Non avrò vinto lo scudetto, ma nessuno dopo di noi ha trionfato in Coppa Uefa“.

Anticonformista e schietto nel modo di porsi davanti ai microfoni, come anche in panchina: “Andavo in panchina con la tuta, ma è diventata un cavallo di battaglia soltanto dall’epoca di Sarri in poi… Se un ventenne mi chiedesse com’era il mio calcio, direi che ero più vicino a Guardiola che ad altri, senza per questo voler fare il presuntuoso. Quel mio Parma che vinse la Uefa contro il Marsiglia aveva molti concetti di Pep“.

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