Una lunga e sentita lettera di un tifoso della Fiorentina a Federico Bernardeschi. Lo juventino è stato al centro delle polemiche prima, durante e dopo il match di venerdì scorso.

Un estratto delle parole pubblicate da Fiorentina.it e rivolte da un tifoso della Fiorentina all’ex gigliato, passato questa estate alla Juventus. Un condensato dei sentimenti del popolo viola nei confronti di chi ha tradito la maglia, rinnegato le origini e manifestato atteggiamenti fuori luogo.

Sei come quel cucchiaio che hai tentato di fare ad Handanovic: ti sciogli di fronte alla tua stessa arroganza, che tu scambi per professionalità. Ti sei tatuato il padre nostro sul costato, come se quello dimostrasse la tua religiosità. Hai scelto il numero 33 alla Juve come gli anni di Cristo, quando in realtà il dibattito sui suoi anni non è stato definito e probabilmente non lo sarà mai. A te però non importa e probabilmente lo sai anche, però ti basta credere di essere quel professionista, quel religioso, quell’esempio. Non lo sei. Non lo sei stato. Non lo sarai mai.

Ci hanno commosso le parole di Babacar, uno che in campo non è riuscito a dimostrare tutto il suo valore… Ci ha commosso però il suo messaggio di saluto e di amore verso Firenze e i fiorentini… Ti abbiamo fischiato per la persona che sei: tu ti definisci professionista, per noi non lo sei. È stato comico leggere le parole di tua sorella contro i fiorentini: ‘la rivincita’ contro chi ti ha dato questa splendida vita. Accidenti che grande rivincita! Complimenti, un’altra volta ci avete dimostrato che professionalità, valori e rispetto sono viste in maniera differente a casa vostra […]

Guarda Chiesa, per esempio, è più forte di te. Gioca titolare e vale più di te. Chiesa ha valori e ciò non significa che rimarrà a Firenze, ma che ovunque andrà Firenze lo supporterà. Voglio spiegarti il perché, sono sicuro che non ci arrivi… Chiesa non parla, Chiesa agisce. A Firenze le chiacchiere non piacciono. Abbiamo mandato via Dante Alighieri, abbiamo inventato il calcio storico in risposta all’assedio francese. A Firenze le cose si fanno e non si dicono, a Firenze si prega nella propria intimità, a Firenze non ci si tatua il padre nostro sul costato. A Firenze si beve il vino e non le tue parole.

Pensi di aver fregato una città intera, invece sei tu quello che si è fregato da solo. Sei piccolo quante le tue bugie e quanto quell’esultanza forzata e ricercata, non sei niente di più. Sei un calciatore e hai un dono, di altre qualità non le vedo. Buona fortuna Bernardeschi, ne avrai bisogno. Il Karma esiste, credimi“.

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