Puntata di Report sulle infiltrazioni della Ndrangheta nel tifo organizzato della Juventus. Tornano alla ribalta i sospetti di bagarinaggio anche per il 2018. Svelato il retroscena del 2009 per il sostegno a Lapo Elkann.

Sebbene la premessa sia che “nessun dirigente o impiegato di Juventus risulta indagato” il quadro uscito da Report è quanto meno inquietante. La trasmissione condotta dal giornalista Federico Ruffo getta ombre pesanti sulle infiltrazioni di un sistema mafioso organizzato nel cuore della tifoseria bianconera.

Bagarinaggio e infiltrazioni

Bryan Herdocia – ex ultras del gruppo organizzato i Drughi – ha ammesso serenamente che il bagarinaggio sui biglietti è continuato fino alla fine dello scorso anno. Proseguendo anche oltre. Almeno fino al 7 marzo 2018 giorno dell’ottavo di Champions Tottenham Juventus. Proprio relativamente a questa partita compare sullo schermo una chat nella quale si dichiara il costo dei tagliandi venduti “a 250 sterline biglietti che ne costavano 35“. Un sistema ben rodato dalla ‘ndrangheta per ‘lavare i soldi’. Ipotesi avvalorata da Placido Barresi, boss della ‘ndrangheta a Torino, già condannato all’ergastolo, che ha riferito che nel bagarinaggio “mica entrano solo i Dominello, entra tutta la Calabria unita“.

Lapo for president

Torna alla ribalta anche un episodio del 2009 relativo al sogno di Lapo Elkann di diventare presidente della Juventus. Una ‘campagna elettorale’ per la quale avrebbe chiesto il sostegno degli ultrà. Un triangolo di ‘amicizie pericolose’ fra il rampollo di casa Agnelli, Rocco Dominello, condannato per associazione mafiosa e Fabio Germani, condannato in appello nell’inchiesta sull’infiltrazione della ‘ndrangheta nella tifoseria juventina. In un’intercettazione i due parlano di un possibile incontro con Elkann per definire una strategia di sostegno nella corsa alla presidenza contro il cugino Andrea Agnelli. Se è vero che quel secondo incontro al quale si riferisce l’intercettazione non fu mai fatto è altrettanto vero che c’era già stato. Così confessa ai pm il figlio del referente piemontese del clan Pesce-Bellocco di Rosarno: “C’era la comunione della figlia di Fabio (Germani, ndr) a Chivasso ed era invitato anche Lapo. Io lo andai a prendere al casello. Dopo la messa andammo a prendere un aperitivo e parlammo di striscioni e presidenti: lui suggeriva di fare uno striscione “Lapo presidente“.

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