Francesco Garagozzo – Agente Fifa, Intermediario Figc e Procuratore Fip -intervistato da Leonardo Andreini ci parla della situazione del calcio italiano nei giorni dell’emergenza coronavirus. Ecco la sua analisi sul momento attuale e le possibili prospettive.

Quando si riparte? Ritorneremo a giocare a pallone?

La Serie A genera ricavi, aspettative, pubblico e faranno di tutto per farla ripartire i primi di maggio. Ma bisogna vedere come sarà la situazione, dopo Pasqua e quale sarà la decisione migliore. La salute, sembra banale ribadirlo, viene prima di tutto. Nel caso si dovesse ricominciare si giocherà inizialmente a porte chiuse e giocando domenica mercoledì domenica, col ritmo NBA di basket. Ad oggi è difficile pensare che si possa tornare a giocare, tutto dipenderà da come sarà la situazione come detto dopo Pasqua.

Quali sono i danni economici anche a livello di serie inferiori? Può essere questa la botta finale per far crollare tanti piccoli club già in difficoltà precedentemente?

È tutto a cascata dalla Serie A, perché non giocare è uno svantaggio per le società, per i giocatori, per la stampa, per gli addetti ai lavori, per i tifosi. Ma la Serie A si basa sui diritti tv che non ci sono – se non minimamente in Serie B – mentre le serie minori si basano solo sugli sponsor e sul botteghino. Se non si gioca anche gli sponsor ‘tirano indietro’ e mancano gli incassi delle gare casalinghe. Non giocando il danno è tutto a cascata: dalla Serie A alla Serie D è una rimessa per tutti quanti.

E se non finisse il campionato quali sono le soluzioni?

Dovremo trovare una soluzione che soddisfi tutte le società e al momento non è facile. O scudetto a tavolino, con 2/3 del campionato svolto; o annullare tutti i titoli e le promozioni/retrocessioni; oppure trovare una terza via che soddisfi club, Lega e i vari organi di governo del calcio. Come detto non sarà facile.

Ascolta “Francesco Garagozzo intervistato da Leonardo Andreini” su Spreaker.

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