Fiorentina Chievo Verona, secondo tempo. Risultato in cassaforte per i viola in vantaggio per 3-0 per i padroni di casa. La Curva Fiesole smette di incitare la squadra, sostenuta per 90 minuti e partono i cori contro la proprietà. Nel mirino il presidente Andrea Della Valle in tribuna e la società in generale. Il resto dello stadio fischia e parte la polemica. Motivi e ragioni.

Divisi, nonostante un risultato rotondo. Un 6-1 e una vittoria che non sono mai stati in discussione. Eppure il clima fra i tifosi viola è teso. Nella prima partita della nuova stagione di Serie A si è avuto un saggio di quello che ci aspetta.

Da una parte la Curva Fiesole, non tutta ma la parte più calda, contro la proprietà Della Valle. I motivi? Ridurli al solo calciomercato, ricerca di plusvalenze e politica dei prestiti, renderebbe un’idea sbagliata. Questi tifosi – che seguono la squadra anche in trasferta, che cantano per i giocatori dopo una vittoria e anche dopo una sconfitta onorevole – rimproverano ai Della Valle di aver ridotto il loro amato bene a un gioco di bilancio. Un ridimensionamento sportivo ed emotivo inaccettabile per chi fa sacrifici economici, per chi dedica tempo, per chi ci mette il cuore.

Dall’altra la Maratona e la Tribuna che ieri sera, durante la contestazione, hanno fischiato sonoramente e risposto ai cori. Per loro la famiglia Della Valle, nonostante sia la proprietà meno vittoriosa della storia viola, rappresenta la solidità. Gli unici imprenditori che vollero la Fiorentina quando questa non esisteva più. E poco importa se l’investimento iniziale nella Florentia Viola 1926 fu a costo zero, dopo il fallimento nel 2002.

Ognuno ha le sue ragioni, ognuno pensa per il bene della Fiorentina. L’errore sta solo nel credersi più tifosi degli altri. Del resto Firenze è culla di fazioni e il fiorentino si sente a suo agio nella polemica. Lotte intestine che fanno parte del tessuto storico cittadino. Si pensi ai guelfi e ai ghibellini di epoca medievale. Una distinzione che riguardava anche e soprattutto il rango e il modo di intendere la società. I ghibellini annoveravano nelle loro fila soprattutto nobili e magnati, mentre i guelfi avevano dalla loro commercianti, artigiani e bottegai. Le spinte erano quindi diverse, con i guelfi pronti a battersi per cambiare lo status quo e i ghibellini conservatori e più attenti alle tradizioni.

Video contestazione di Fiorentina.it in Fiorentina Chievo

Come finirà nessuno può dirlo. Difficile che la frattura si risani totalmente, perché le prese di posizione vanno oltre il risultato sportivo. Dalla squadra di Pioli dipende il ridursi dello strappo oppure la definitiva lacerazione. Se la Fiorentina disputerà un buon campionato e metterà in bacheca un trofeo, dopo 17 anni di digiuno, i guelfi della Fiesole potrebbero diventare ‘minoranza assoluta‘. Se viceversa si andrà verso una stagione anonima e senza obiettivi allora è probabile che la minoranza guelfa possa fare proseliti anche fra i ghibellini di Maratona e di Tribuna.

Errebì72
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