Marco Macca giornalista della testata GianlucaDiMarzio.com dedica una struggente lettera, da addetto ai lavori e da giocatore di fantacalcio, a Davide Astori.

“Fino all’anno scorso non ero un grande esperto di fantacalcio. Provavo quasi vergogna a rivelarlo in pubblico, come se fosse un segreto inconfessabile. Fino allo scorso agosto. “Che diamine, sono un malato di calcio, dovrò pur provare una buona volta“, mi sono detto. E allora, via. Pagina della Gazzetta, blocchetto di fogli bianchi e una penna… E come ogni fantagiocatore che si rispetti sono arrivato all’asta di fine mese ben preparato… Una lista lunga, che racchiudeva in sé l’intrinseca paura di non riuscire a prendere i più forti. O i miei preferiti.

Nella lista c’era anche lui. Difensore, tra i primi della lista. La A di Astori. Di Astori Davide. Penso: “Centrale della Fiorentina, titolare fisso, capitano, lotterà per l’Europa, e i suoi gol li ha sempre fatti“. E poi: “Piedi buoni, classe, eleganza, pochi cartellini. E’ il giocatore perfetto per me“. E non solo per me, mi ripetevo. Porca miseria, lo vorranno tutti. Era uno dei pochi difensori per i quali erano disposto a spendere qualche fantamilione in più. Lo volevo mettere al centro della mia difesa, il perno del mio foglio, della mia formazione. Ogni domenica.

Preso a 1. Un affarone. Ancora adesso, il più grande orgoglio della mia breve carriera da fantallenatore… Alla prima giornata del fantacalcio vinco grazie a te, a un tuo gol, in quel 5-0 di Verona. Nemmeno a dirlo, non ti ho più messo in panchina. Prima di quella maledetta domenica hai fatto in tempo a regalarmi un’altra vittoria, grazie a quell’assist per Biraghi contro il Chievo. Un +1 decisivo. Un tocco d’esterno mancino di pura classe, proprio come te…

… Me l’hanno detto mentre aspettavo di poter votare, non volevo crederci. Sono tornato a casa con il cuore che già mi urlava dolore, mentre a stento trattenevo le lacrime… Ti ho visto ogni domenica, mi sono affezionato a te, al tuo modo di difendere e di amare il calcio, di parlare e di sorridere a tutti, delicato e rispettoso. Per me sei sempre stato il difensore esemplare, completo, di quelli che oggi se ne contano sempre meno… E solo in questi giorni mi accorgo di quanto questo gioco possa essere potente. Capace di riunirci, di creare un unico grande abbraccio, ricordi comuni e immortali. Non ho mai potuto stringerti la mano, chiederti un autografo o scattare una foto insieme a te. Ma ti volevo bene, Davide. Sei entrato nella mia casa con amore, e qui con me resterai per sempre. Il tuo posto in formazione non te lo toglierà mai nessuno“.

Fonte: Gianlucadimarzio.com
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