Tempo di calciomercato. Tempo di polemica in casa Fiorentina. Il punto dopo le ultime dichiarazioni del direttore Pantaleo Corvino e del presidente Andrea Della Valle. Budget esaurito e obiettivo settimo posto.

In due giorni il calciomercato della Fiorentina ha subito un brusco stop, oppure semplicemente i protagonisti sono usciti allo scoperto. Il direttore generale Pantaleo Corvino a SportItalia ha dichiarato che obiettivi come Berardi o El Shaarawy sono fuori portata per motivi di budget. Il presidente Andrea Della Valle, da Moena, ha fatto il punto su mercato e obiettivi. Spendere poco, puntando sul fiuto da vecchia volpe di Corvino. Insomma, azzeccare il colpo a buon prezzo con una strategia ‘creativa’ come l’ha definita Della Valle, che poi per essere ancora più chiaro su dove punta l’asticella ha ribadito: “Ho sempre detto che possiamo puntare all’Europa League, pur vedendo cinque squadre molto molto lontane e una sesta che potrebbe migliorare. Noi puntiamo al settimo posto, questo è il nostro obiettivo“.

Eppure appena un anno fa, dopo lo smantellamento dell’estate 2017, proprio il direttore aveva parlato di nuovo ciclo (VIDEO). Nell’elenco dei giocatori facenti parte di questo new deal: Sportiello non riscattato, Badelj svincolato a giugno 2018, Saponara ancora oggetto misterioso, Babacar venduto a gennaio 2018, Gil Dias rispedito al mittente. Nessuno di questi giocatori ha trovato un degno sostituto, o un alternativa di livello. Mancano all’appello, almeno: un secondo portiere di esperienza, un centrocampista in grado di reggere il testimone lasciato da Badelj, una freccia sulla corsia opposta a Chiesa, un secondo attaccante che possa far tirare il fiato a Simeone, anche in considerazione delle 35 primavere di Thererau.

Nonostante l’evidenza dei fatti, Andrea Della Valle ha dichiarato che alla Fiorentina servono soltanto pochi ritocchi per completare un’ossatura definita importante. La Viola è quindi impegnata a difendere i pezzi pregiati, Chiesa e Milenkovic su tutti, più che a sferrare il colpo ad effetto di calciomercato.

Una strategia che rischia però di essere ‘miope’. I giocatori di belle speranze e i giovani di qualità non accetteranno di militare a lungo in una squadra dalle scarse ambizioni. E una Fiorentina ‘incubatrice’ di talenti e di fabbrica di plusvalenze, sembra un orizzonte troppo limitato per chi ha la possibilità di scegliere palcoscenici più prestigiosi.

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