Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Il presidente viola ha toccato diversi argomenti tra cui il suo arrivo a Firenze, le sue ambizioni e la situazione relativa a Chiesa.

Rocco Commisso, imprenditore italo-americano e proprietario della Fiorentina, è stato intervista dall’emittente web DAZN. Il numero uno della viola ha parlato così: “Non credo che ci siano città nel mondo come Firenze se si parla di bellezza. Allo stesso tempo, però, non si può fare uno stadio bello, nuovo e veloce qua in centro vicino al duomo. Nel ’73 sono venuto a fare una vacanza qua in Italia e venni proprio qui a Firenze. Era bellissimo e pieno di ragazze molto belle. Io volevo fare il playboy per tutta la vita poi però dopo poche settimane mi sono fidanzato e mi sono sposato. Ho passato i primi dodici anni della mia vita in questo magnifico paese e qua andavo a scuola e ho imparato a suonare la fisarmonica. Nel marzo del 1962 con la Cristoforo Colombo arrivai a New York da Napoli. Tutti sulla nave mi volevano bene perché avevo la fisarmonica“.

Sono venuto in Italia ad imparare – ha continuato Commisso -. Abbiamo lavorato per fare una squadra bella ma poi sono successi i disastri. Ribery ha preso tante giornate di squalifica e poi si è infortunato. Se mi sento fortunato? Direi di sì. Ho avuto molte possibilità. Sono andato a studiare all’università senza pagare un dollaro. Come calciatore fumavo tanto, pure nello spogliatoio e quindi correvo poco. Non ero un vero atleta però ero duro. I miei ragazzi devono essere più duri perché quando hanno fatto male a Pezzella e Ribery nessuno si è arrabbiato abbastanza e non hanno fatto capire agli avversari che queste cose non si fanno a noi. I miei obiettivi? Voglio fare il nuovo stadio qua a Firenze. Per quanto riguarda la squadra io non sono venuto a Firenze per vedere gli altri che vincono e io che perdo. Chiesa? Non si sa se resterà a giugno ma io ho mantenuto la mia promessa non facendolo partire questa estate. Nessuno è venuto da me a dirmi che voleva comprare Federico“.

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