La classifica di Serie A, dal quinto al decimo posto, è corta e lascia tanti rimpianti. Sabato arriva a Firenze la Juventus di CR7. Una sfida oltre la classifica, che vale più dei tre punti in palio. I tifosi pronti a caricare l’ambiente. Per tre viola il match contro i bianconeri vale triplo.

Il salto non c’è stato. La Fiorentina infila il quinto pareggio consecutivo, non succedeva da quasi 30 anni. Ieri contro il Bologna è finita a reti inviolate. Prima quattro 1-1 consecutivi, contro Cagliari e Roma in casa, Torino e Frosinone fuori. Fallito il crocevia Bologna, che alla luce delle sconfitte di Roma e Atalanta avrebbe permesso ai viola di fare un salto in classifica, agguantando il Parma, sesto. Una botta anche per il morale dei tifosi della Fiorentina, ieri presenti al Dall’Ara in 1700.

classifica serie a 2018_2019 tredicesima giornata

A fine partita i giocatori, sotto il curvino ospiti, li hanno ringraziati per il supporto costante lanciando magliette e pantaloncini. L’ultimo coro però ha mandato chiari segnali ai giocatori di Pioli: “Chi non salta bianconero è“. Un invito palese a giocare ‘alla morte’ contro la Juventus di Ronaldo, imbattuta, attesa al Franchi sabato 1° dicembre. Quella partita tradizionalmente a Firenze può dare un senso ad una stagione, specie ad una come questa, nella quale non ci sono stati acuti da segnare negli annali. Per tre gigliati, in particolare, l’impresa di fermare la capolista fra le mura del Franchi vale triplo.

Pioli cerca lo scalpo di una ‘strisciata’

Stefano Pioli non ha mai portato a casa lo scalpo di una fra Inter, Milan, Juventus, da quando siede sulla panchina viola. Solo il Napoli – fra le grandi – nella scorsa stagione ha sonoramente perso contro i viola al Franchi. Nonostante sulla carta non ci sia storia, l’allenatore è chiamato ad uno scatto di orgoglio per sé e per i suoi. Se è vero che – come ha spesso ripetuto – “Non siamo il Barcellona, o il Real Madrid“, è altrettanto vero che nel passato la Fiorentina ha venduto cara la pelle contro Juventus anche più forti di questa.

Simeone ‘Tú Sí Que Vales

Giovanni Simeone non segna da un’era geologica. Era il 19 settembre quando il Cholito metteva a segno la seconda e ultima rete di questo campionato. Sabato un gol contro la Juventus potrebbe essere la svolta per il morale e non solo. Un precedente illustre gioca a favore dell’attaccante argentino: Batistuta divenne Batigol il 26 gennaio 1992 quando – su cross di Carobbi sotto la Fiesole – insaccò la palla nella rete delle Juventus. Era la prima stagione del bomber di Reconquista in maglia viola che terminò con 13 reti, una in meno di quelle messe a segno da Simeone nella sua prima annata.

Pjaca fra presente e futuro

Marko Pjaca è senza dubbio la delusione di questa prima parte della stagione della Fiorentina. Prestazioni opache, poca grinta e qualche acciacco stanno offuscando la fama da predestinato del calcio mondiale. La sua avventura in Serie A resta in bilico, con la Fiorentina che potrebbe non riscattarlo, mentre la Juventus dovrà capire come gestire un investimento tecnico economico a rimessa, per adesso. La sfida di sabato al Franchi è per il croato l’occasione da non sprecare per mettersi in mostra e diventare ‘oggetto del desiderio’, invece di un semplice cartellino ingombrante.

Errebì72
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