Cecchi Gori torna allo stadio Franchi. La presenza dell’ex Presidente della Fiorentina e le reazioni dei tifosi. La riabilitazione del proprietario che portò la Fiorentina fra le 7 sorelle e poi la condannò alla fine.

Il calcio è strano. Anzi no. Il calcio è pancia e irrazionalità. Solo così si spiega la sensazione che si ha non tanto nel rivedere Vittorio Cecchi Gori al Franchi, quanto quella che viene dalla lettura dei commenti ad articoli e post. “Bentornato a casa, Presidente” questa la didascalia sotto la foto dell’ex numero uno della Fiorentina postata in una della pagine Facebook ufficiali del tifo di Curva Fiesole. Immortalato in quello che un tempo fu il suo scranno reale: la Tribuna dello Stadio Artemio Franchi, sulla cui balaustra saliva per celebrare i trionfi di una Fiorentina stellare. Quella sulla quale fu esposto il celebre striscione “Batistuta è incedibile” mentre la Fiesole intonava “E Vittorio in balaustra“. Erano gli anni delle sette sorelle che dominavano la Serie A e la Fiorentina vi faceva parte, banchettando al tavolo coi grandi. Calcio champagne e follie gestionali!

L’epopea di quella squadra e del suo proprietario sono degne di un romanzo: ascesa e caduta. Paradiso e Inferno. I conti economici dopati, le società calcistiche piene di debiti, una bolla finanziaria che non fece un’ecatombe solo grazie ad un provvedimento che permise poi alle società di calcio di spalmare i propri debiti. Ma intanto la Fiorentina finì ufficialmente il 31 luglio 2002 con la mancata iscrizione al campionato di Serie A. Il 7 agosto, con uno strappo alle regole, la neo nata Florentia Viola del nuovo proprietario Diego Della Valle fu ammessa dalla Federazione in C2, cioè tra i professionisti, in quanto ‘espressione della città di Firenze’.

Prima di quello, fra i tanti aneddoti ormai consegnati alla leggenda sportiva, c’era stato nel 2001 lo scandalo cocaina che aveva coinvolto Cecchi Gori il quale in TV aveva dichiarato: “L’unica droga che conosco io è lo zafferano“. Poi, prima del fallimento, il millantato fax dei colombiani pronti a coprire i 22 milioni di euro per l’iscrizione della Fiorentina in Serie A.

Vittorio Cecchi Gori iniziò dal 2001 un’odissea fatta di carcere, tracolli finanziari, guai di salute. E forse proprio la sua storia personale, quella di un uomo sconfitto, schiacciato da poteri più forti di lui, mal consigliato è il vero motivo di questa riabilitazione. “Portafoglio e cuore“, questo ha oggi dichiarato essere stato il suo contributo alla causa viola negli anni di presidenza.

Il cuore e la vicinanza nel gioire e nel soffrire, da una parte. I bilanci e i conti economici, dall’altra. Tifosi o speculatori dell’industria calcio. Due mondi inconciliabili. Cecchi Gori scelse il cuore, senza testa, pagando sulla propria pelle le conseguenze e trascinando nel fango anche la Fiorentina. Né demone, né santo, oggi solo un uomo.

Errebì72

 

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