Il centrocampista spagnolo, Borja Valero ha parlato al portale iberico AS del suo presente all’Inter e del suo futuro. Contratto in scadenza per lui a giugno quando sarà libero di contrattare con altri club. Intanto a 35 anni l’ex todocampista della Fiorentina ha ancora voglia di giocare a calcio. 

35 anni e un contratto in scadenza. Borja Valero ripercorre ad AS le tappe della sua carriera in Serie A e analizza il suo presente e il suo futuro. Ormai vicino alle 100 presenze in nerazzurro, il centrocampista spagnolo lascerà quasi per certo l’Italia dopo 8 anni. 212 le presenze in viola con la Fiorentina, 90 in nerazzurro con l’Inter. Nella squadra di Spalletti un perno del centrocampo, mentre con Conte si è dovuto sudare il posto per poi comunque risultare sempre positivo.

Questa analisi è ciò che lo spinge a pensare ancora ad un futuro sui campi di gioco: “Non so cosa accadrà, quando finirà questa situazione ne parlerò con la società. Scadendo il contratto il 30 giugno, sono libero di negoziare con altri club dal primo gennaio, ma queste circostanze hanno sconvolto un po’ tutto. Voglio davvero continuare a giocare, almeno uno o due anni. Quando ho giocato in questa stagione mi sono trovato molto bene e ho mostrato un ottimo livello. La situazione causa incertezza, ma voglio continuare. Sono stato uno dei migliori della mia squadra in termini di dati fisici quando ho giocato e questo è stato fondamentale per capire che non voglio smettere, che mi diverto e che vorrei continuare a divertirmi per un anno o due, a seconda di come mi vedo“.

L’opzione più probabile sembra quella di un ritorno nella Liga, forse al Maiorca se il club isolano – attualmente terzultimo in classifica – si dovesse salvare.

Infine una parola sugli spagnoli in Italia, con alcuni elementi di spicco nella Serie A, come Fabiàn Ruiz, Callejon a Luis Alberto: “La mentalità in Italia è cambiata molto e ciò significa che il calciatore spagnolo, il tipico giocatore tecnico che in precedenza sembrava avere solo un posto nelle squadre spagnole,si è fatto un nome in qualsiasi parte del mondo. All’inizio ho pensato che sarebbe stato più complicato. Quando sono arrivato, il numero di spagnoli che erano riusciti in Italia era molto piccolo. Sono stato fortunato ad arrivare alla Fiorentina, dove all’allenatore Montella piaceva giocare a calcio, con giocatori di qualità e questo ha velocizzato il periodo di adattamento“.

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