Borja Valero a cuore aperto in un’intervista esclusiva a Marca Plus. Ecco i passi nei quali racconta il difficile rapporto con Corvino, l’addio a Firenze e l’arrivo all’Inter di Spalletti.

Calciatore di altro spessore, così definisce Marca Plus, il centrocampista Borja Valero. Ex Fiorentina e approdato questa estate all’Inter dove, con l’altro ex viola Vecino, è diventato il perno della nuova Inter vincente, targata Spalletti.

Classe 1985, uscito dalla cantera del Madrid. Arrivato in Serie A nel 2012, quando la Fiorentina lo acquistò dal Villareal per 7 milioni di Euro. Da allora titolare inamovibile con Montella, Sousa e adesso con Spalletti. Un giocatore che detta i tempi e che può lavorare sulla mediana, come sulla trequarti. In un’intervista esclusiva a Marca Plus, Borja Valero, il sindaco ad honorem di Firenze, racconta dubbi e difficoltà dell’addio alla maglia viola.

I primi contatti con l’Inter: fai quello che sai fare.

Quando mi chiamarono, i dirigenti mi chiesero di fare quello che già facevo nella Fiorentina: essere regolare e fare bene il mio mestiere: quello di operaio del pallone… Qui all’Inter c’è più pressione e più aspettative di vincere e devo imparare ad adattarmi anche a queste“.

L’addio alla Fiorentina fra le polemiche. La frecciata a Corvino.

Ero convinto di terminare la mia carriera a Firenze, ma si sono create le condizioni per passare all’Inter ed è stata una fortuna avere questa opportunità alla mia età… Il direttore sportivo della Fiorentina aveva un  modo di pensare diverso dal mio e la verità è che non c’era più accordo… Così ho deciso di sentire le altre offerte. Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti è stato quello che mi ha dato maggiore fiducia“.

Non è stato per soldi. Il no alla Cina.

No, se fosse stato solo per denaro sarei andato in Cina nell’inverno passato, dove mi offrivano il triplo di quello che mi ha offerto l’Inter. I tifosi della Fiorentina hanno inteso la mia posizione e quando le cose si sono messe male si sono schierati con me. Ero certo di terminare la mia carriera lì“.

Il passaggio all’Inter: una vertigine.

È stata una vertigine, uscire dalla mia comfort zone. Conoscevo perfettamente Firenze e avevo timore del cambiamento, perché ho due figli e si trattava di cambiare scuola, amici… Sono cose che contano. Però alla fine la motivazione ha avuto la meglio, perché alla mia età si suppone che inizi il declino e io invece ho fatto al contrario. Con l’Inter ho fatto un salto verso l’alto“.

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