Taglio degli stipendi, coppe europee, calciomercato: i vertici del calcio sono da settimane al lavoro per risolvere più di una questione. Premesso che, come più volte ribadito, il mondo del pallone dovrà per una volta piegarsi ad un interesse superiore – quello della salute pubblica – ecco quali sono le diverse posizioni di AIC, Lega e UEFA.

AIC sindacato giocatori, Lega Serie A confindustria del calcio, UEFA e FIFA. Questi gli attori della partita del calcio a pallone fermo.

La Juventus potrebbe fare scuola e la sospensione degli stipendi di marzo, aprile, maggio e giugno sembra aver convinto tutti i club di Serie A. A patto, ovviamente che la stagione 2019/20 non riprenda: un fronte questo sempre più nutrito e che conta ben 11 società su 20. Brescia, Sampdoria, Genoa, Udinese, Lecce, Spal, Bologna, Fiorentina, Torino e soprattutto Juventus e Inter sembrano avere le idee chiare: “Il campionato non riprenderà“. Di altro avviso Lazio, Napoli, Cagliari e Verona che avendo in gioco interessi di scudetto o di qualificazioni a coppe europee restano arroccate sulla loro posizione di giocare ad ogni costo. Non si sono ancora espresse invece in modo ufficiale: Roma, Milan, Parma, Atalanta e Sassuolo.

AIC e il taglio degli stipendi

Per quanto riguarda il cosiddetto taglio degli stipendi, l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) rappresentata da Damiano Tommasi ha aperto ad una riduzione parziale degli ingaggi. Il modello Juventus quindi potrebbe essere una buona base di partenza per la trattativa: sforbiciata a 4 mesi di stipendi da marzo a giugno per alleggerire il bilancio (chiusura il 30 giugno). Mentre i compensi da luglio in poi saranno spalmati sul prossimo bilancio. E per quanto riguarda il calcio giocato? “Tommasi reputa che giocare a porte chiuse non dia ancora totali sicurezze, perché ci sarebbe il rischio di trasferire i contagi negli spostamenti tra le città“, così si legge su Il Giornale oggi in edicola.

UEFA e FIFA al lavoro per coppe e calciomercato

La posizione del presidente della FIGC, Gravina, è invece ferma su quanto già in precedenza dichiarato: chiudere il campionato ad ogni costo, anche giocando a giugno e luglio, ogni mercoledì e domenica. Ci sarà da capire – nel caso questa ipotesi prenda campo –  incastrare le coppe europee. E tal proposito oggi i vertici UEFA e i rappresentanti delle 55 federazioni saranno riuniti in conference call: si parlerà anche di calciomercato per il quale la FIFA ha proposto una sessione no-stop da agosto a dicembre.

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